I PROCLAMI DEL RE E DI BADOGLIO

 

Il comunicato ufficiale recante la notizia delle dimissioni di Mussolini fu riportato su "il Biellese" del 27 luglio 1943.

 

Il testo pubblicato dal bisettimanale cattolico presentava però alcune variazioni rispetto all’originale trasmesso alla radio; in particolare spiccava l’assenza del titolo di "Cavaliere" riferito all’ex Duce: «Sua Maestà il Re Imperatore ha accettato le dimissioni dalla carica di capo del Governo primo Ministro Segretario di Stato presentate da S. E. [il Cavaliere]Benito Mussolini e ha nominato Capo del Governo Primo Ministro e Segretario di Stato S. E. il Cavaliere Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio».

 

 

Nessuna modifica era stata invece apportata al proclama di Badoglio: «Italiani! Per ordine di S. M. il Re e Imperatore assumo il governo militare del Paese, con pieni poteri. La guerra continua. L’Italia duramente colpita nelle sue provincie invase, nelle sue città distrutte, mantiene fede alla parola data, gelosa custode delle sue millenarie tradizioni. Si serrino le file attorno a S. M. il Re e Imperatore, immagine vivente della Patria esempio per tutti. La consegna ricevuta è chiara e precisa: sarà scrupolosamente eseguita, e chiunque si illuda di poterne intralciare il normale svolgimento o tenti turbare l’ordine pubblico, sarà inesorabilmente colpito. Viva l’Italia! Viva il Re!»