CAMBIANO I NOMI DELLE STRADE

 

Rievocando su "Baita" quei drammatici giorni di fine luglio del ‘43, Benvenuto Santus citò un aneddoto riguardante il nomignolo che i biellesi avevano affibbiato a Mussolini: «La gente urlava "Bruslu ‘l Ceruti" […] Credo che […] [il nomignolo] di "Cerruti" sia stato inventato nel Biellese. Si tratta infatti di un cognome tipicamente biellese abbastanza diffuso […] Siccome non era molto consigliabile né prudente "nominare il nome del duce invano", soprattutto quando qualcuno al suo nome voleva accompagnare una parolaccia od … un accidenti, ci si sfogava con "Cerruti". "Ah, si ciap Ceruti!" diceva l’operaio che non ne poteva più. "Maledet cul Ceruti" sbottava la donna tribolata per i bollini della tessera sempre scarsa. E così via».

 

 

La voglia di lasciarsi alle spalle vent’anni di dittatura si tradusse anche nella sostituzione, messa in atto spontaneamente dai cittadini biellesi, delle diciture fasciste di alcune strade e piazze di Biella.

 

Piazza "Martiri Fascisti" (l’attuale Piazza 1° Maggio) fu rinominata "Piazza della Libertà", via "Littorio" (oggi Via Amendola) divenne Via "Pietro Badoglio, Maresciallo d’Italia", mentre la targa che indicava via "Italo Balbo" (via Gramsci) fu semplicemente spezzata dai dimostranti e non sostituita da un’altra scritta.