NEL 1856 L'INAUGURAZIONE DELLA BIELLA-SANTHIA'

 

La realizzazione della tratta ferroviaria Biella – Santhià, promossa da alcune tra le più importanti personalità politiche e economiche del Biellese a seguito dello sviluppo industriale e del conseguente aumento degli scambi commerciali con le altre zone d’Italia e con l’estero che interessarono il nostro territorio a partire dalla metà dell’Ottocento, fu salutata con soddisfazione e curiosità dalla popolazione.

 

Il giorno della solenne inaugurazione della linea (7 settembre 1856) vide infatti accorrere nella città laniera una moltitudine di persone proveniente dai paesi limitrofi e impaziente di vedere una delle meraviglie dell’epoca, la locomotiva a vapore.

 

Le autorità presenti (tra cui il ministro dei Lavori Pubblici Paleocapa) assistettero alla benedizione che il vescovo di Biella, mons. Pietro Losana, impartì alla stazione di piazza Vittorio Veneto e alla locomotiva: «Visibilmente commossa e curiosa – scrisse "il Biellese" sul numero del 3 febbraio 1956, anno in cui ricorreva il centenario della linea – era stata la popolazione che ammirava il “convoglio" con un interessamento misto anche con un po’ di timore».

 

Per l’occasione un anonimo autore compose una poesia che cantava le lodi della nuova opera e della quale il giornale cattolico riportò le strofe più significative:

 

«È vinta l’ardua prova! / Ratto veleggia ai lidi tuoi fiorenti / sulle ferrate piante, / terra diletta, il corridor tonante. / L’opra miranda e nuova / tragge dal piano e dalle vette a prova / attonite le genti. / D’un sereno gentil la terra brulla, / s’agita a festa l’Oropea pendice / l’ima convalle, la città, la villa. / Il Cervo e l’Elvo, e l’una e l’altra riva / scosse da un gaudio insolito / fanno echeggiar per l’aria un alto evviva».