LA VENTIDUESIMA VITTIMA

 

Sulla lapide che ricorda il sacrificio dei partigiani fucilati in piazza Q. Sella la mattina del 4 giugno 1944 è inscritto anche il nome di una ventiduesima vittima, Leonardo Baranzoni.

 

 

Originario di Rivoli, Baranzoni era un effettivo del distaccamento "Piave" (presso il quale aveva assunto il nome di battaglia "Tedesco"): il 12 giugno 1944, dopo la cattura nei pressi di Ponzone, fu condotto a Biella e fucilato su quella stessa piazza.

 

Federico Bora "Eric" raccolse nel 1977 le testimonianze di Rosanna Ceria in Liberti e di un’altra donna di Chiavazza, le quali avevano assistito all’esecuzione del giovane garibaldino: «[…] era un bel giovane biondo, dall’aspetto sereno … chiese e ottenne una sigaretta … gliela accesero e poi, d’improvviso gli spararono addosso […] si muoveva ancora … gemeva flebilmente … poi un "murfel" repubblichino si avvicinò per dargli il colpo di grazia, ma molte donne erano accorse, pur inorridite per lo straziante spettacolo, li investirono di ingiurie, di insulti, di imprecazioni […] il colpo di grazia non venne sparato». Leonardo Baranzoni fu portato in ospedale dove morì: «[…] allora iniziò una ininterrotta processione di gente per coprire di fiori la povera salma …».

 

Leonardo Baranzoni era nato il 24 giugno 1923: quando venne fucilato, non aveva ancora compiuto ventun anni.