PIETRO CAMANA "PRIMULA"

 

Al termine della battaglia di Sala, tra le file partigiane si contò un solo caduto, Pietro Camana "Primula", comandante della 182ª Brigata, rimasto ucciso durante un’ispezione alle linee di difesa a causa dello scoppio di una bomba di mortaio.

 

Si trattò di una perdita molto grave: "Primula" era infatti non solo una valida guida militare ma anche una figura carismatica della Resistenza biellese.

 

 

Pietro Camana, originario di Robbio (Pv), dov’era nato il 7 maggio 1906, era vercellese d’adozione.

 

La sua vita era stata caratterizzata da ristrettezze e privazioni, condivise con la moglie Giuseppina Ladisletti e i quattro figli; non avendo un’occupazione fissa, era stato costretto a svolgere diversi lavori, dal bracciante agricolo al muratore, dall’operaio a giornata al venditore di acciughe.

 

Nei primi anni Venti le sue simpatie anarchiche lo avevano portato a scontrarsi con i fascisti; durante il regime, ritenuto elemento sospetto per la sua vicinanza alle posizioni del Partito comunista, scontò più volte il carcere e dopo lo scoppio della guerra subì anche la requisizione della tessera alimentare.

 

Dopo l’8 settembre 1943 fu tra i primi ad aderire al nascente movimento partigiano: tentò di riunire i soldati italiani sbandati lungo il Sesia e si impegnò nella ricerca di armi per i gruppi che si stavano formando sulle montagne.

 

Con il distaccamento "Bixio" affrontò il duro inverno 1943/44;  in primavera fu raggiunto in montagna dai figli più grandi, Renata e Tino, e dalla moglie Pina, che a Sala, base logistica del "Bixio" prima, della 75ª Brigata e della V Divisione poi, organizzò i servizi di assistenza, di cucina, di lavanderia: «[…] si occupava delle staffette, – ha ricordato la dottoressa Anna Marengo "Fiamma" – lavava dalla mattina alla sera e quando non faceva questo, cuoceva degli enormi paiuoli di peperonata, piccante come il fuoco, per tutti noi».

 

 

"Primula" si rivelò un combattente deciso e coraggioso e nell’aprile del 1944 ricevette l'incarico dal comando della 2ª Brigata di formare una squadra con cui operare nella pianura del Biellese occidentale e del Vercellese.

 

Il gruppo effettuò imboscate e sabotaggi nella zona di Carisio, Arro, Salussola, San Damiano, Massazza; contando sulla sua conoscenza del territorio e su uomini fidati, "Primula" riuscì ad instaurare un rapporto di reciproco rispetto e di collaborazione con la popolazione contadina.

 

La personalità di Pietro Camana si rivelò non solo molto forte e attrattiva, soprattutto nei confronti dei giovani braccianti della Bassa, ma anche insofferente alle gerarchie: «Pietro Camana (Primula) – hanno osservato Anello Poma e Gianni Perona – […] aveva del popolano l’impulsività, un certo fare teatrale e insieme il fastidio delle esteriorità e della disciplina. […] conservava un forte individualismo con tendenze anarchiche, ed era molto restìo a sottoporre le pattuglie da lui dirette ad un comando partigiano. […] "Primula" conservò sempre la sua diffidenza, in particolare verso i partigiani non garibaldini [frequenti furono infatti le tensioni con i giellisti della Brigata "Cattaneo", giunti sulla Serra nell’agosto del 1944], con conseguenze piuttosto serie a cui il comando garibaldino dovette provvedere con misure energiche».

 

Il battaglione "Vercelli" di "Primula" si distinse durante i mesi estivi e autunnali in una serie di azioni di guerriglia contro il nemico e nel gennaio del 1945 fu elevato al rango di Brigata (182ª).

 

Il 1 febbraio ebbe luogo la battaglia di Sala, nella quale il valoroso partigiano vercellese trovò la morte; la notizia seminò incredulità e sconforto tra i suoi compagni: «Ci abbracciammo con muto dolore e con rabbia impotente – ha testimoniato Natale Sasso "Saetta" – In quel momento tanto difficile piangemmo e ci sentimmo come tanti orfani».

 

Il comando della 182ª, rinominata "Pietro Camana Primula", fu così assunto dal fidato vice di "Primula", Giulio Casolaro "Nino"; Pina e i figli Renata e Tino proseguirono la loro militanza partigiana, rimanendo con i garibaldini fino al termine della guerra.

 

 

 

Galleria Fotografica

Le fotografie sono tratte dalla pubblicazione Piero Camana "Primula" e i partigiani vercellesi alla battaglia di Sala, 2 febbraio 1945, edita dall’A.N.P.I. Vercelli, anno 1976