PARTIGIANI E FASCISTI A OROPA: COMPORTAMENTI DIVERSI

 

Nella vicenda di Oropa un ruolo di primo piano fu assunto dal vescovo di Biella mons. Carlo Rossi.

 

Di fronte alla minaccia tedesca di rappresaglie, il presule biellese intervenne infatti inviando al comandante della 2ª brigata Garibaldi un’accorata lettera di cui citiamo i passi più importanti: «Signor Comandante, sono salito oggi al Santuario di Oropa per far presente al Vice Commissario della Brigata la situazione di Biella. La popolazione è sotto la minaccia di bombardamento aereo della città se si verificasse un qualsiasi movimento di discesa del vostro gruppo dislocato sui monti di Oropa, con rappresaglie e distruzione forse anche del Santuario. Io vi scongiuro di voler evitare tale sciagura alla Città […] pregandovi anche di considerare che una azione di repressione quale sarebbe minacciata, vi alienerebbe la simpatia della popolazione […] Confido nella vostra saggezza che vi farà apprezzare e ben pensare le ragioni del mio intervento».

 

Come abbiamo visto, il comando partigiano si mostrò disponibile ad evitare i combattimenti all’interno del Santuario.

 

 

Nella missiva mons. Rossi sottolineò anche come il contegno dei garibaldini «durante il tempo passato a Oropa [fosse stato] irreprensibile; [e] come [fosse stato] pieno di cortesia e di deferenza il modo di trattare dei capi del gruppo».

 

Di segno totalmente opposto fu invece il comportamento dei militi della Legione "Muti", protagonisti dopo il loro arrivo ad Oropa di saccheggi e di ruberie che suscitarono la riprovazione delle stesse autorità repubblicane: «Dal negozio di chincaglieria di certo Gurgo Salice, sito ad Oropa – scrisse il 22 luglio 1944 il Questore di Vercelli Sartoris al capo della provincia Morsero – […] sono stati asportati da legionari della Muti anelli vari con pietre fini e comuni, spille per signora ed altri oggetti vari fantasia per un valore di lire 22.500. È stato altresì forzato il registratore di cassa e vuotato del contenuto che in quel momento aveva registrato la somma di lire 50 […] Nelle stesse circostanze di tempo […] presso il Caffè – drogheria di Oropa, gestito dalle sorelle Freoni, è stata asportata la seguente merce: a) denaro liquido lire 15.761 […] b) due bottiglie di cordial «Campari»; c) otto bottiglie di cognac di marca estera; d) sette bottiglie di liquore di marca estera; e) undici bottiglie di liquore vario di marca nazionale; f) una lampadina elettrica tascabile […] g) un paio di occhiali; h) un taglio di grembiule di seta; i) una scatola di biscotti; l) trenta marche da bollo da lire 10; m) quindici kg. di cioccolato in polvere […] i fatti di cui sopra non hanno certamente prodotto effetti benefici al prestigio delle Autorità governative […] in specie quelle preposte alla tutela dell’ordine e della proprietà».