DALL'ESPOSIZIONE INDUSTRIALE BIELLESE ALLE MOSTRE MERCATO

(Articolo pubblicato su La Nuova Provincia di Biella del 09.05.2015)

 

La prima International Exposition (Esposizione universale, progenitrice dell’attuale Expo) ebbe luogo a Londra nel 1851; ad inaugurarla fu la regina Vittoria con il consorte principe Alberto, il quale aveva profuso tutte le sue energie nell’organizzazione: «Per l’occasione viene costruito il Crystal Palace, immensa costruzione di vetro e acciaio, prodotta dagli stabilimenti di Birmingham, che rappresenta una straordinaria innovazione tecnologica».

 

Se massiccia fu l’adesione degli espositori (14.000), altrettanto imponente si rivelò l’afflusso dei visitatori paganti, stimati oltre i sei milioni: «È il primo appuntamento di una lunga serie di grandi esposizioni, nel corso delle quali le nazioni mettono in mostra i manufatti più tipici e le innovazioni più prestigiose, e celebrano la loro identità sotto il segno della tradizione» (Anne–Marie Thiesse).

 

 

Il Biellese, investito in quegli anni da un irresistibile sviluppo industriale nel settore tessile, non poteva restare indifferente di fronte a «eventi di una tale portata» e «gli espositori biellesi, dapprima latitanti, compresero i vantaggi della loro presenza […] Dal confronto internazionale emersero le specificità locali e la consapevolezza di essere per un certo verso competitivi […]. I premi e gli attestati rappresentavano la meta ambita dalle ditte espositrici, un certificato di qualità da pubblicizzare con orgoglio accanto al marchio aziendale e sulle carte intestate» (Diego Presa).

 

Sull’esempio di territori ad essa più o meno limitrofi (Novara, Pallanza, l’Ossola) che «con pochi mezzi, ma con molto buon volere» erano stati in grado di promuovere «belle e proficue esposizioni e da tutti meritatamente encomiate» ("L'eco dell’industria", 12.01.1882), Biella decise di organizzare nel 1882 una propria rassegna: la Mostra dei prodotti agricoli, industriali e manifatturieri del Circondario, che fu ospitata nei locali del Seminario cittadino, adattati per l’occasione, e fu esaminata da quasi 50.000 visitatori.

 

 

Nel secondo decennio del Novecento, con il graduale declino delle Esposizioni, le rassegne biellesi ritornarono «alla formula delle fiere agrarie, gastronomiche e zootecniche specializzate […] lasciando spazio al divertimento ed alle sue rinnovate attrazioni, compresi il Circo e le giostre in piazza Cavour, ora piazza Martiri della Libertà, di fronte al Teatro Sociale» (D. Presa).

 

Dopo il Primo conflitto mondiale, trascorsi i turbolenti anni del dopoguerra e della stabilizzazione del regime fascista, l’idea delle Mostre dedicate alle attività commerciali e artigianali fu ripresa nella seconda metà degli anni Trenta: «La prima [mostra] ebbe luogo nel 1936. Si svolse nei giardini di proprietà Cugnolio, in piazza Quintino Sella. Luogo incantevole: giardino ampio, accogliente, tra alte piante verdi e ciuffi di fiori olezzanti […]. Vi parteciparono una sessantina di espositori. La mostra si chiamava "Mostra dell’artigianato alpigiano e rurale" [… e] segnò un successo che si ripetè l’anno dopo, 1937, nell’edizione che trovò sede nella vicina piazza della funicolare. Centoventi espositori. Il doppio quindi dell’inizio. Memorabile in particolare fu l’edizione del 1938 che si distese tra i viali del Giardino pubblico accerchiato da palizzate. […] L’edizione 1938, che fu l’ultima, comprendeva da cinquecento a seicento espositori. Era presente anche l’ENAPI [Ente Nazionale per l'Artigianato e le Piccole Industrie] nazionale con una dimostrazione di tutta la produzione artigiana italiana. L’importanza di quella rassegna è stata senza dubbio notevole, in quanto per la prima volta nella nostra città l’interesse di una manifestazione artigiana spaziava su piano nazionale» ("Eco di Biella", 26.06.1958).

 

 

Ai difficili anni del secondo dopoguerra fece seguito la lenta ma costante ripresa degli anni Cinquanta, durante i quali le rassegne artigianali e commerciali tornarono alla ribalta.

 

Già nel settembre del 1948 ebbe luogo nel centro di Vercelli la prima edizione della Mostra delle attività economiche della provincia (251 espositori, circa 70.000 visitatori), replicata poi nel 1951 e nel 1954.

 

Per quanto riguarda Biella, nell’agosto del 1950, in occasione della Fiera di San Bartolomeo, fu allestita nei locali della scuola tecnica "Schiapparelli" di piazza Martiri la Mostra mercato della Casa, dello Sport e dell’Artigianato: «[…] vuole essere – scrisse "il Biellese" (29.08.1950) – una cosa originale e praticissima: invece di girare ore ed ore per città fermandoci davanti a tutte le vetrine, eccoci le macchine che funzionano dinanzi ai nostri occhi, in pochi locali, come una specie di Fiera campionaria»; si trattò comunque di una rassegna in tono minore, anche a causa della limitatezza dello spazio a disposizione.

 

 

Di spessore ben maggiore si rivelò invece la I Mostra delle attività commerciali e artigianali biellesi, organizzata nell’estate del 1951 dalle locali associazioni di categoria, che potè usufruire non solo delle aule della "Schiapparelli" ma anche di quelle dell’attiguo Liceo Classico: «Una mostra così completa è una delle prime del genere nella nostra città e sta richiamando gli aderenti – dichiarò "il Biellese" (20.07.1951), precisando che essa abbracciava «un ampio campo di attività lavorative: vi saranno i maggiori rappresentanti delle ditte di abbigliamento, radio, giocattoli artistici, lavori in legno e in ferro battuto, vasto assortimento di apparecchi elettrodomestici, ceramiche artistiche, oggetti casalinghi, capi di maglieria, molti prodotti della motomeccanica, profumi e perfino le case prefabbricate che la ditta Zanon esporrà nel cortile della Scuola».

 

Inaugurata dal prefetto Morosi domenica 26 agosto, la Mostra accolse per una settimana (fino a lunedì 3 settembre) più di ventimila visitatori che affollarono «i corridoi e le aule del Liceo della nostra città, sanzionando il successo di questa iniziativa» ("Eco di Biella", 03.09.1951).

 

 

L’ottima riuscita della manifestazione convinse gli organizzatori a riproporla anche l’anno successivo (dal 23 agosto al 1 settembre 1952), ampliando l’area espositiva sui «terreni adiacenti, da quello confinante con il Teatro Sociale a quello, più vasto, che corre lungo i margini delle vie Ricovero e Cavour», investendo anche «la spaziosa palestra delle scuole stesse» ("Eco di Biella", 31.07.1952).

 

Il prefetto De Bernart, inoltrando alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la richiesta del rag. Giuseppe Aglietta, presidente della Mostra, inerente la partecipazione di un rappresentante del governo alla cerimonia di inaugurazione, scrisse: «[…] tenuto conto del successo riportato nello scorso anno dalla predetta manifestazione – che assume carattere di particolare risonanza perché si svolge nell’importantissimo centro industriale di Biella – pur non essendo la medesima compresa nel calendario Ufficiale delle Mostre, ritengo opportuno esprimere parere favorevole perché […] venga esaminata con benevolenza la possibilità di concedere l’ambito intervento di un rappresentante del Governo»; la richiesta fu accolta e all’apertura della Mostra presenziò il Sottosegretario all’Industria e all’Artigianato Cingolani Guidi.

 

 

La terza edizione della Mostra delle attività artigianali e commerciali biellesi fu proposta nel 1958, dopo un intervallo di ben sei anni: «Dopo il 1952 – spiegò "Eco di Biella" (21.08.1958) – si decise di continuare nell’organizzazione della Mostra a cicli triennali, ma nel 1955 si perse il triennio e si dovette attendere fino al corrente anno prima di cogliere l’occasione per una nuova edizione».

 

Presieduta dal cav. Barbera, la rassegna vide la partecipazione di una sessantina circa di espositori, i cui stand furono allestiti usufruendo, come per le edizioni precedenti, dei locali della scuola "Schiapparelli" e del Liceo Classico; la palestra "Belletti Bona" fu adibita a "padiglione dello spettacolo" (dotato di servizio bar e ristorante), per ospitare le esibizioni artistiche, le danze e le attività di intrattenimento previste a corollario della Mostra.

 

Il programma della manifestazione era così articolato:

 

23 agosto: sfilata di moda curata dalla ditta Sacerdotti di Biella, con accompagnamento musicale dell’orchestra Mauri e voce della cantante Marisa Brando;

25 agosto: esibizione del duo vocale paraguaiano Los Zafiros (con chitarre);

26 agosto: spettacolo dell’attrice comica Pinuccia Fava; 27 agosto: esibizione dei cori CAB e Genzianella;

28 agosto: festival della Tv italiana;

29 agosto: saggio di ballo acrobatico con la coppia Esther-Jonshon; a seguire, spettacolo di magia;

30 agosto: sfilata di moda sportiva;

31 agosto: sfilata di alta moda e a seguire gran veglia danzante.

 

Il prezzo del biglietto di ingresso ammontava a 150 Lire.

 

La cerimonia di inaugurazione (sabato 23 agosto) vide la partecipazione del ministro Giulio Pastore, il quale, dopo l’intervento di apertura del presidente Barbera, rivolse un breve discorso alla «piccola folla» radunatasi attorno al palco delle autorità, sottolineando «l’importanza della vasta categoria degli artigiani la cui prerogativa è di tener alti il nome ed il prestigio della nazione» ("Eco di Biella", 25.08.1958).

 

 

L’edizione del 1958 della Mostra delle attività artigianali e commerciali, pur registrando un buon successo in termini di afflusso di visitatori, fu l’ultima del suo genere: apparve infatti evidente da un lato l’inidoneità degli edifici scolastici ad accogliere manifestazioni di tali dimensioni, dall’altro la necessità di dotarsi di apposite strutture, «costruendo, come già è avvenuto in altre città (vedi Torino, Busto Arsizio, ecc.), un palazzo–Esposizioni che possa ospitare le rassegne inerenti ogni branca di attività» ("il Biellese", 02.09.1958).

 

Tale progetto si sarebbe concretizzato nella realizzazione di Biella Fiere.

 

 

Galleria Fotografica

Le fotografie provengono dall'archivio Lino Cremon, di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella (È vietata la riproduzione e la diffusione delle immagini senza la preventiva autorizzazione del titolare dei diritti).

 

 

FONTI

 

  • Presa Diego, Nel grande mondo delle Esposizioni, in Rivista Biellese, a. 5, n.4, ottobre 2001 Thiesse Anne-Marie, La creazione delle identità nazionali in Europa, Il Mulino, Bologna 2001
  • Eco di Biella, bisettimanale indipendente
  • il Biellese, bisettimanale cattolico
  • L'eco dell'industria-Gazzetta biellese, organo dell'Associazione dell'industria laniera italiana